Un direttivo di garanzia per CCS

Fernanda Contri è dal 13 dicembre il nuovo Presidente di CCS Italia, la affiancano nel nuovo Consiglio Direttivo Francesca Dagnino e Stefano Zara. Confermati Giancarlo Piano, che resta vicepresidente, e Giorgio Zagami.
Così ha deciso l’Assemblea dei soci di CCS che ha votato un presidente e un consiglio di garanzia per traghettare l’associazione fuori dalle secche e consentirle di proseguire il suo lavoro a favore del sostegno a distanza.
“Mi sono sempre occupata di diritti dei minori -commenta a caldo Fernanda Contri- ho scritto progetti di legge e sentenze in materia. Ma c’è un momento per studiare e un momento per operare. Perciò quando CCS mi ha chiesto di tutelare i 23.000 bambini sostenuti a distanza come potevo tirarmi indietro? Sarebbe stato come tradire i miei ideali”.
È stato facile convincere Stefano Zara, da anni sostenitore del progetto di sostegno a distanza, ad assumere un impegno diretto entrando a far parte del direttivo di CCS. “La priorità assoluta- dice Zara- è quella di garantire la totale trasparenza di CCS. Cresciuta enormemente grazie all’entusiasmo di quanti credono in questa forma di solidarietà, l’ associazione oggi necessita di una gestione moderna, adeguata alle nuove dimensioni. Una delle prime proposte che farò è quella di adottare un codice etico e una certificazione di qualità in modo da garantire la affidabilità di questo impegno dando garanzie che le mele marce sono state espulse”.
Francesca Dagnino, giurista, vanta un notevole curriculum nel campo della cooperazione internazionale. Dal 1979 infatti ha vissuto e lavorato in Africa: prima in Mozambico, dove ha lavorato per il Ministero della Giustizia, poi in Zaire e Zimbawe seguendo progetti della cooperazione, e infine come consulente per il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e per altri enti in Mozambico, Angola, Guinea, Togo e Yemen. “Dopo tanti anni passati a lavorare in Africa,- dice Francesca Dagnino - sono contenta di trovare nella mia città un’organizzazione che si occupa proprio di questo. Credo che il sostegno a distanza sia un modo semplice e concreto per aiutare lo sviluppo comunitario nei paesi in via di sviluppo. Perché si stabilisce un rapporto diretto con un bambino di cui si conosce il nome e l’aspetto fisico, ma allo stesso tempo si impara a conoscere l’ambiente in cui vive e i problemi che ci sono”.
“Vogliamo rassicurare le tante persone che hanno dato il loro sostegno a CCS- dice l’ Avv. Cesare Manzitti, legale di CCS-La Procura della Repubblica ha sequestrato tutti i conti correnti degli indagati per un ammontare complessivo di 400.000 euro. CCS si costituirà parte civile e conta di recuperare sia le somme sottratte sia tutti i danni subiti."
“A un mese dallo scoppio della bufera CCS, ha trovato la forza di voltare pagina- concludono con comprensibile orgoglio Giancarlo Piano e Giorgio Zagami che hanno retto la barra dell’Associazione in un momento di grande difficoltà- e il nuovo direttivo è la garanzia di un rinnovato impegno di CCS nella solidarietà al Sud del mondo”.

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