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| » Il Mozambico |
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| Superficie: |
799.390 Km² (oltre 2 volte e ½
l'Italia) |
| Popolazione: |
17 milioni (censimento del 1997) |
| Densità: |
21 ab/ Km² |
| Capitale: |
Maputo (1.300.000 ab.) |
| Sistema Politico: |
Multipartitismo |
| Province: |
Capo Delgado, Niassa, Nampula, Tete, Zambezia,
Manica, Inhambane, Gaza, Maputo, Sofala |
| Religione: |
Animista, cattolica e musulmana |
| Lingua: |
Portoghese, oltre ai dialetti locali |
| Risorse Naturali: |
Energia idroelettrica, gas, carbone |
| Moneta: |
Metical |
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| L'attività del Centro Cooperazione Sviluppo è rivolta in particolare
al Mozambico, dove la guerra civile, terminata gli scorsi anni, ha
lasciato profondi segni, distruggendo scuole, ospedali, centri sanitari
e costringendo milioni di persone a fuggire dalle proprie località
di origine. L'attività in Mozambico del Centro Cooperazione Sviluppo
ha significato il rapportarsi con situazioni di emergenza postbellica
e successivamente il confrontarsi con le necessità della popolazione
in generale e con quella minorile in particolare. Il disgregamento
e le migrazioni dei nuclei familiari, il dissolvimento delle comunità
di origine, la perdita dei riferimenti culturali e tradizionali causati
dalla guerra civile, il conseguente peggioramento della situazione
economica in generale, hanno contribuito a far aumentare il numero
dei bambini di strada ed hanno causato un'elevata percentuale di bambini
sottoalimentati, in particolare nelle zone urbane e semiurbane, dove
non vi è disponibilità di terreno coltivabile. |
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| Notizie sul Mozambico |
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| La storia |
| L'origine del nome Mozambico (Moçambique in portoghese) non è chiara.
Secondo la tradizione deriva da Musa Mbiki, nome di un sultano locale
all'epoca della scoperta portoghese. Probabilmente i primi abitanti
del Mozambico furono dei nomadi cacciatori, provenienti dalle regioni
del Niger che iniziarono a migrare attraverso il bacino del Congo
per raggiungere l'Africa meridionale, poco prima dopo il primo millennio
a.C. Vivevano in piccole comunità collegate tra loro che successivamente
di unirono in regni più grandi. I meglio organizzati fra i regni più
antichi furono quelli degli Shona, che arrivarono ad occupare una
vasta area geografica (Zimbabwe, Malawi e Mozambico centrale). Il
Mozambico meridionale rimase frammentato sino al XIX secolo, quando
si fuse con il regno di Gaza e raggiunse una coesione politica. Nella
seconda metà del primo millennio d.C. i mercanti arabi iniziarono
a visitare la costa del Mozambico, dando origine alla lingua swahili
e a centri commerciali, quali Kilwa (nell'odierna Tanzania) e Sofala
(poco distante dall'odierna città di Beira), Isola del Mozambico e
Ibo. |
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| La dominazione coloniale |
| I primi viaggiatori portoghesi arrivarono in Mozambico nel 1498,
quando Vasco da Gama, in viaggio verso l'India, sbarcò a Isola
del Mozambico. Nei successivi dieci anni, i portoghesi fondarono insediamenti
stabili e stazioni commerciali, allo scopo di avere sia dei punti
di riferimento nella rotta tra l'Europa e l'Oriente, sia per controllare
il commercio di oro, sostituito dall'avorio alla fine del XVI secolo
e successivamente dal commercio di schiavi. A seguito di esplorazioni
all'interno, furono occupati insediamenti già appartenenti
agli arabi nella valle dello Zambezi e furono istituite sul territorio
delle proprietà agricole private dette prazos. Alla metà
del 1800, con la creazione di compagnie private, si consolidò
il controllo della valle dello Zambezi. Le principale erano la Compagnia
della Zambezia e la Compagnia del Mozambico (che conservano ancora
oggi concessioni) e la Compagnia del Niassa. All'inizio del XX secolo,
dalle provincie meridionali del Mozambico si verificarono grandi migrazioni
di lavoratori verso il Sudafrica a causa dell'espansione delle miniere
d'oro e dall'entrata in vigore, nel 1899, di una legge che divideva
la popolazione del Mozambico in assimilato ,ai quali spettavano i
diritti dei cittadini portoghesi e indigeni, soggetti alle disposizioni
delle leggi coloniali, che spesso significavano lavori forzati e limitazione
negli spostamenti. Per acquisire lo stato di assimilato , occorreva
dimostrare di possedere un livello di istruzione portoghese. La crescita
dei legami economici con il Sudafrica, rafforzò la città
di Lourenço Marques (oggi Maputo) che divenne la capitale del
Mozambico. Alla fine del 1920, il governo portoghese bloccò
tutti gli investimenti non portoghesi in Mozambico, abolì le
concessioni e consolidò il controllo su tutto il territorio.
Questo, unitamente alla mancanza di investimenti sociali a favore
della popolazione locale, causò un progressivo peggioramento
delle condizioni degli abitanti. |
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| La guerra d'Indipendenza |
| Parallelamente al peggioramento della situazione sociale ed economica,
iniziò a crescere una coscienza nazionale, sotto l'influenza
di intellettuali mozambicani in esilio e una ristretta élite
istruita nel paese. Nel giugno del 1960, a Mueda, una località
nella provincia settentrionale di Capo Delgado, gli abitanti organizzarono
una manifestazione di protesta per l'aggravio fiscale. L'esercito
portoghese aprì il fuoco uccidendo molti dimostranti. L'eccidio
di Mueda fu la scintilla che accese la lotta per l'indipendenza e
da quel momento il movimento di liberazione mozambicano iniziò
a crescere, grazie anche agli aiuti della vicina Tanzania. Nel 1962,
ad opera di Edoardo Mondlane, si costituì il Frelimo (Frente
Liberação Moçambique - Fronte di Liberazione
del Mozambico) ed in questo modo il movimento di liberazione definì
un programma di azione, politico e militare, per la completa indipendenza
del Paese. Nel 1966 furono liberate vaste regioni delle province settentrionali;
nel 1969, dopo la morte di Edoardo Mondlane, la presidenza del Frelimo
passò a Samora Machel che estese la lotta per la liberazione
alla parte meridionale del paese. L'esercito portoghese attuò
una vasta azione di repressione, soprattutto verso gli abitanti delle
zone rurali, accusati di simpatia verso il Frelimo. Tuttavia l'aumento
delle critiche internazionali e, nel 1974, la caduta del governo Salazar
in Portogallo, portarono all'indipendenza del Mozambico, proclamata
solennemente il 25 giugno del 1975 da Samora Machel, nominato presidente.
Il Frelimo iniziò una politica di cambiamenti radicali; la
proprietà terriera fu sostituita da fattorie statali e da cooperative;
le imprese furono statalizzate, le libere professioni furono abolite.
Il programma socialista del Frelimo si dimostrò ben presto
irrealistico e, nel 1983, il Mozambico precipitò in una profonda
crisi economica, aggravata dalla siccità e dai tentativi di
destabilizzazione del Sudafrica. Comparve a questo punto la Renamo
(Resistencia Nazional Moçambique) , un movimento sorto per
svolgere azioni di destabilizzazione, che contava sul sostegno del
Sudafrica e dai proprietari terrieri portoghesi costretti ad abbandonare
il Mozambico dopo l'indipendenza. |
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| La guerra civile |
| Apparve subito chiara l'ideologia della Renamo: la distruzione in
massa delle infrastrutture sociali, delle vie di comunicazione, l'indebolimento
del governo attraverso la violenza. Per 17 anni la guerra civile tra
Frelimo e Renamo devastò il Mozambico, distruggendo strade
e ponti, scuole ed ospedali, incendiando villaggi ed uccidendo migliaia
di persone. Di fronte all'aggravarsi della situazione sociale ed economica
ed ai fallimenti dell' esperimento socialista, il governo chiese aiuti
alla comunità internazionale. Nel 1986, Samora Machel morì
in un incidente aereo, ed il suo posto fu preso da Joaquim Chissano,
tuttora presidente. Con la caduta dell'Unione Sovietica alla fine
degli anni '80 ed i cambiamenti politici in Sudafrica, cessarono gli
aiuti alla Renamo; il 4 ottobre del 1992 a Roma, dopo due anni si
trattative, si giunse alla firma dell'accordo di pace tra il Frelimo
(che nel frattempo aveva abbandonato l'ideologia marxista per l'economia
di mercato) ed il Renamo. |
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| Il Mozambico oggi |
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Dalla firma dell'accordo di pace ad oggi, il Mozambico ha compito
grandi progressi; nel 1994 si sono tenute le prime elezioni pluripartitiche,
in cui il Frelimo ha avuto la maggioranza, confermata anche nelle
elezioni del 1999, pur se di stretta misura (Frelimo 52%, Renamo ed
altri partiti 48%). Nonostante gli aiuti internazionali, favoriti
dalla stabilità politica, gli indicatori economici e sociali,
sono tra i più bassi del mondo. Solo per citarne alcuni, la
percentuale della popolazione al di sotto della soglia di povertà
(calcolata in 0,50 Usd al giorno) è del 74%. L'accesso scolastico
alla scuola elementare è del 75% nelle località urbane
e del 55% nelle località rurali. L'analfabetismo, pur essendovi
stati progressi dopo l'indipendenza, è del 60%. La situazione
economica si è ulteriormente aggravata a causa delle gravi
inondazioni dei primi mesi del 2000, che hanno interessato le provincie
meridionali e centrali, e del 2001 nelle provincie settentrionali.
Ancora oggi molte vie di comunicazione sono chiuse, infrastrutture
importanti non sono state ancora ricostruite, migliaia di abitazioni
sono state distrutte, decine di migliaia di persone vivono nei centri
di accoglienza. Oltre alle catastrofi naturali, un grande problema
è rappresentato dall'Aids e, secondo i dati ufficiali, il 14%
della popolazione è sieropositivo. Quasi la metà degli
abitanti sono animisti, poco meno del 30% sono cristiani (in maggioranza
cattolici) e circa il 13% musulmani. La lingua ufficiale è
il portoghese, il cui uso è limitato alle zone urbane. L'indice
di mortalità infantile è tuttora elevato e la breve
durata media della vita riflette la precaria situazione sanitaria
e la diffusa denutrizione. La maggior parte della popolazione è
dedita all'attività agricola, limitata all'autoconsumo. Viene
coltivato il mais, la manioca e diverse varietà di fagioli.
Le attività industriali sono poche e concentrate quasi esclusivamente
attorno alla città Maputo, la capitale, e alla città
di Beira. |
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