» Spazio sostenitori pagine   1 | 2 | 3 | 4 | 5
   Estate 2003
   La visita in Mozambico della sostenitrice Patrizia Parodi - L'intervista
   Il più bel ricordo è il sogno di raul professore di matematica
Patrizia Parodi è una dei tanti sostenitori che hanno avuto la possibilità di visitare il Mozambico e di conoscere le zone di intervento del CCS. Abbiamo raccolto le sue impressioni attraverso l'intervista che segue. Perché si è avvicinata al Sostegno a Distanza? Penso che ogni bambino debba avere il diritto di sopravvivere, di non patire la fame, di essere curato in caso di malattia e soprattutto di studiare per contribuire allo sviluppo del suo paese. Pensare che ancora oggi si muore di fame mi sembra inconcepibile. E così ho scelto questa tipologia d'intervento: non è molto, ma è un aiuto concreto. Soprattutto intervenire sulla formazione delle persone mi sembra importante per garantire un futuro migliore. Alle volte può sembrare che l'adozione a distanza sia un intervento molto limitato, che non ha un impatto sociale, che non "modifica il mondo". Io penso che in ogni caso sia meglio di niente, è quello che posso fare, il mio granello di sabbia. Come ha conosciuto il C.C.S.? Sono così tanti anni che conosco il Centro che sinceramente non me lo ricordo: mi pare attraverso volantini promozionali, ma non ne sono sicura. Un pomeriggio ho deciso di andare a visitare la sede e sono rimasta favorevolmente impressionata: ricordo che il C.C.S. stava organizzando una mostra con i giocattoli dei bambini africani. Così ho deciso di fare un'adozione a distanza poi, con gli anni, le adozioni sono diventate tre. Anche i miei genitori hanno recentemente seguito il mio esempio, e adottato a distanza una bambina mozambicana. Quando ha deciso di visitare il Mozambico ed il bambino che sostiene? Era da alcuni anni che ci pensavo poi, durante la mia permanenza in Angola in un progetto di cooperazione, ho deciso che era giunto il momento adatto. Così sono partita con i mezzi locali (scalcagnati autobus e taxi collettivi), e dopo tre giorni di viaggio sono arrivata a Beira. È stato un viaggio molto bello, anche se non proprio comodo, perché ho vissuto in mezzo alla gente, e ho goduto della loro compagnia e disponibilità. Cosa l'ha più colpita delle condizioni di vita nei villaggi? Lo stato di serenità delle persone, nonostante l'estrema povertà e la durezza delle condizioni di vita. Come ha trovato il suo assistito? I miei assistiti sono in realtà tre bambini, Agostinho, Antonio e Ramilho: i primi due a Beira ed il terzo a Nhamatanda. Per fortuna le località sono vicine ed ho potuto visitarle tutte nonostante il tempo limitato. Quando sono arrivata, le scuole erano chiuse per le festività pasquali, però i bambini e le loro famiglie erano stati avvisati per tempo e così ci siamo incontrati, ho visitato le scuole costruite dal C.C.S. dove studiano e le case dove abitano. Le scuole. È rimasta soddisfatta del lavoro del Centro? Sì, sono rimasta soddisfatta. Mi è sembrato un lavoro molto pratico di cui beneficia tutta la comunità. Mi aspettavo un rapporto più stretto con i bambini, un maggior seguimento individuale, ma capisco che è più importante la costruzione di scuole o altre infrastrutture (case per i professori, centri di formazione per le donne, ecc.). Come ha trovato la condizione delle donne in Mozambico? Ho visto troppo poco del Mozambico per poter esprimere un giudizio. Le mamme dei miei assistiti vivevano in situazioni molto disagiate. Ad una era morto il marito un anno fa e doveva farsi carico da sola della famiglia, composta da sei figli, recarsi al mercato, molto lontano da casa tutti i giorni, per vendere i pochi prodotti che riusciva a coltivare o a procurarsi. Un'altra era stata abbandonata dal marito già da molti anni, ed aveva dovuto crescere da sola i figli, coltivare il piccolo appezzamento di terra di sua proprietà, badare alle capre. Le è parso che la popolazione comprenda e apprezzi la collaborazione e gli aiuti che centri come il nostro portano in quei territori? Credo di sì, e mi sembra anche molto positivo l'ottimo rapporto a livello istituzionale, che garantisce una stretta collaborazione col Ministero dell'educazione. Uno dei progetti che mi è stato illustrato è di espandere l'intervento includendo attività didattiche e di educazione alimentare. Mi sembra un ottimo modo per contribuire a migliorare ulteriormente le condizioni di vita delle comunità assistite. Tornerebbe ancora laggiù? Sì, tornerei molto volentieri, sia perché mi sono trovata molto bene con la gente locale e con lo staff del C.C.S., sia perché il Mozambico mi è sembrato bellissimo. Per il momento però mi è difficile ipotizzare una nuova vacanza da quelle parti. Infine, il ricordo più bello che non l'abbandonerà mai? Il ricordo più bello è pensare che Raul vuole diventare professore di matematica, per aiutare altri bambini del suo Paese a studiare, e sapere che lo sto aiutando in questo senso.
pagine   1 | 2 | 3 | 4 | 5
CCS Italia - CENTRO COOPERAZIONE SVILUPPO O.N.L.U.S. - Via Dante, 2/68 - 16121 Genova - Italia - Tel/Fax 0039 010 5704843